Cenni Storici

 

 

La storia documentata inizia nell'XI sec. con l'arrivo dei Normanni e prosegue nei secoli successivi con le dominazioni degli Angioini e Svevi prima degli Aragonesi poi. Diede i natali al famoso medico medievale BRUNO DA LONGOBUCCO (XIII sec.) autore dei trattati sulla chirurgia: "La chirurgia Magna e la chirurgia Parva" 
Fra il 1806 ed il 1808 la cittadina silana fu invasa per ben tre volte dalle truppe francesi. Dopo il1861 il paese fu tra i principali centri interessati dal fenomeno del Brigantaggio, patria di noti capibriganti (Domenico Strafaci, detto Palma, il Robin Hood dei longobucchesi). Nel secondo dopoguerra i longobucchesi parteciparono in massa alle lotte bracciantili. 
Appartenne allo Stato di Rossano e fu feudo dei Marzano (dal 1445 al 1464), degli Sforza (dal 1487 al 1499), dei d'Aragona (dal 1449 al 1524),  ancora degli Sforza (dal 1524 al 1559), degli Aldobrandini e infine dei Borghese dal 1681 al 1806.
Nel medioevo lo sfruttamento delle miniere argentifere, lo sviluppo dell'arte orafa. Verso la fine delXVII secolo iniziò il declino economico dovuto ai costi elevati per l'estrazione  e culminato nel XVIII secolo con un terribile terremoto che fece crollare le miniere. Agli inizi del '900 fu uno dei primi centri abitati in cui venne attivata l'energia elettrica.

Nella prima guerra mondiale perirono più di 100 Longobucchesi, tra questi occorre fare menzione del Sottotenete Angelo Parrilla classe 1899, morì gloriosamente per il nome della patria. Un altro eroe della prima Grande guerra il Generale Gerardo Pirillo, pluridecorato per il suo coraggio e il suo altruismo.  Anche Longobucco fu colpito dalla grande sciagura del dopoguerra: la spagnola correva l'anno 1918 in 91 giorni causò 272 vittime le medicine usate erano il chinino ed anche il vino rappresentava un rimedio popolare abbastanza buono. Nel 1920 viene inaugurato l'Asilo d'Infanzia, grazie alla donazione caritatevole della  Signorina Elvira Boccuti. Nel 1937 fu aperto da parte dell'Avv. Giuseppe Lavia, podestà di Longobucco,un Corso Annuale di Avviamento Professionale di tipo industriale, trasformatosi poi in Scuola di Avviamento Professionale. Durante il periodo fascista Longobucco fu luogo di confino, ricordiamo Dumini Amerigo per l'uccisione di Matteotti; Lea Giaccaglia confinata politica per attività sovversiva; molti etiopici tra i quali l'ex ambasciatore a Roma Manghascià Ubie che ebbe una relazione con una donna del paese dalla quale ebbe un figlio che  volle conoscere il paese di origine del padre e partì per l' Etiopia. La dominazione fascista rappresentò per il popolo longobucchese, fame, miseria, sorprusi continui, anche se l'orgoglio e il coraggio dei contadini portò alla conquista di molti ettari di terreno in località S. Barbara e Ardilli; Il periodo dell'immediato dopoguerra la fame e la miseria  fanno da padrone: l'E.C.A. (Ente Comunale Assistenza) viene incontro ai più bisognosi; per alleviare il problema della disoccupazione si progettano la costruzione di fognature, di ponti per collegare il centro dalle frazioni di Manco e Ortiano, le   case popolari; nel 1949 150 disoccupati invadono letteralmente il municipio, perchè Longobucco è rimasto escluso dal progetto del "soccorso invernale", fu comunque programmata la costruzione del tronco stradale Longobucco-S.Barbara.Divenuto un importante centro agricolo, nel secondo dopoguerra, i cittadini di Longobucco furono i protagonisti delle occupazioni delle terre incolte, tantè che i longobucchesi parteciparono in massa alle agitazioni bracciantili e furono fra gli artefici dllo straordinario movimento operaio nato attorno alla lotta per il lavoro e la democrazia. Finalmente si assiste ad un leggero miglioramento delle condizioni socio-economiche, infatti negli anni '50 furono avviati i primi cantieri scuola di rimboschimento e bonifica. Negli anni '60 e '70 sono state realizzate importanti opere pubbliche. Oggi si deve investire sull'artigianato, bisogna recuperare l'abitabilità del centro storico deturpato negli ultimi tempi,puntando sopratutto sul turismo,sui prodotti locali, sulla cooperazione, sullo sfruttamento delle energie alternative e delle biomasse, nonchè sfruttando al meglio la ricchezza del patrimonio naturale, magari portando avanti progetti qualificanti in grado di riavviare i processi di sviluppo.

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UN PO' DI STORIA

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