Le donne di Longobucco

Il vero segreto del successo di Longobucco e della sua importante storia culturale sono proprio loro le sue donne, il loro lavoro, sacrificio e la loro grande intelligenza.

 
Lavoravano duramente oltre a provvedere ed allevare i figli. Nei ritagli di tempo si dedicavano alla tessitura, oltrechè curare le usuali occupazioni casalinghe… Raccoglievano le olive, facevano le fornaie o andavano a lavare i panni presso il fiume servendosi della cenere (vucata). Le mogli dei braccianti spesso lavoravano più dei mariti. Inoltre curavano le conserve nei preziosi Terzaluri, in cui si conservava di tutto sotto sale dalla sardella alle olive. La loro grande volontà guidata anche da uno spirito molto religioso, legato a tutti i Santi e alla Madonna, ma sopratutto al Santo Patrono S. Domenico, un filo sottile ed intrinseco nella memoria delle nostre donne e alla loro fede nella Provvidenza divina per la risoluzione di tutti i loro problemi economici e di salute della propria famoglia.  Ma il genio delle donne longobucchesi è uscito fuori per quanto riguarda il lavoro tessile e l’operosità in genere, quel genio che ha contraddistinto gli abitanti delle più famose città della Magna Grecia. La lavorazione delle coperte è antichissima. Quelle più antiche risalgono certo a prima dell’introduzione in commercio del cotone, sono tutte di seta genuina o mista a capisciola oppure di lana. Il lavoro è fatto a rilievo che viene formato sullo stame e consiste nel passare attraverso di esso dei fili a seconda del disegno per ogni tessitura, in modo da formare per esempio una rosa, una stella, degli animali. Detti disegni che sono varissimi, colti dalla pura fantasia , ritratti dalla varietà della natura, oppure ritratti da carte di disegno. Quindi il numero dei disegni chiamati ‘nziambri’ è varissimo. Solo il modello o ‘ziambru’ dà la possibilità di ricavare il disegno, perché ha una specie di trafilatura a quadretti che richiamano l’attenzione della tessitrice come dovrà portare il duro e faticoso ma appassionante lavoro artistico. Il lavoro certosino, faticoso, sacrificante e appassionato delle donne longobucchesi, una questione storica ancora aperta, nonostante i grandi ed importanti diritti conquistati dalla donna del nuovo millennio, il riconoscimento di un ruolo socio-antropologico altamente strategico  all’interno della società longobucchese per moltissimi anni al centro della cultura e dello sviluppo.