Amerigo Dumini (attentatore di matteotti)

Amerigo Dumini (Saint Louis3 gennaio 1894 – Roma25 dicembre 1967) è stato un criminale italiano, a capo della squadra fascista che sequestrò e uccise Giacomo Matteotti.

Amerigo Dumini nacque negli Stati Uniti, da padre di origine fiorentina e madre britannica. Benché cittadino americano rientrò in Italia e, avendo rinunciato alla cittadinanza americana, si arruolò volontario nell'Esercito Italiano per combattere nella Grande Guerra

L'adesione al fascismo [

Dumini giustifica così la sua adesione all'associazione "Alleanza di difesa cittadina" fondata da Michele Terzaghi e la partecipazione nell'ottobre 1919 all'apertura della prima sede dei Fasci italiani di combattimento.

A Carrara, il 2 giugno 1921, in concorso con altri, uccide il socialista Renato Lazzeri e la madre di lui; il 23 ottobre dello stesso anno sequestra il parlamentare repubblicano Ulderico Mazzolani e lo costringe a bere olio di ricino. Ancora nel 1921, fonda il settimanale "Sassaiola fiorentina", ove propugna un'ideologia fascista caratterizzata da particolare violenza e oltranzismo

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L'omicidio di Giacomo Matteotti

Nel 1924 fu tra i dirigenti della Ceka del Viminale (un gruppo segreto che aveva preso in prestito il nome dal primo servizio segreto politico sovietico). La squadra rispondeva agli ordini della direzione del PNFed era finanziata direttamente dall'ufficio stampa della presidenza del Consiglio; la sua prima azione significativa fu il brutale pestaggio del fascista dissidente Cesare Forni, aggredito a Milano il 12 marzo[2]. Il 10 giugno dello stesso anno Dumini, insieme a Albino Volpi, Giuseppe Viola, Augusto Malacria e Amleto Poveromo, sequestrò e uccise Giacomo Matteotti, il segretario del Partito Socialista Unitario che aveva espresso alla Camera una dura requisitoria contro il PNF durante la campagna elettorale.

Dumini fu a Tra le località in cui fu confinato tra il 1928 e il 1932, ci fu l'hotel Grisaro della cittadina di Longobucco. La piazza adiacente all'hotel porta ora il nome "P.zza Giacomo Matteotti".