Giochi e società

Giochi e Società

 

La pastorizia

Nell’ottocento si contavano più di 12.000 capi e Padula affermava che le capre (gli unici ovini capaci di adattarsi all’impervia natura dei terreni) erano la principale industria di Longobucco e che latticini ed animali venivano largamente esportati nel resto del circondario. Agli inizi del novecento i capi aumentarono fino a 35.000 e si ridussero a 10.000 durante il ventennio fascista. Le capre da sempre sono risultate essenziali per l’economia montana.

I Mulattieri, organizzati in carovane, “rijtine “e ricercati in tutto il comprensorio. Un vero nerbo dell’economia locale. Ancora negli 50 venivano censiti quaranta muli e cento asini. I cavallerizzi portavano ai fianchi la caratteristica fascia nera al fine di proteggere i reni dai continui sobbalzi. Per andare a Napoli, l’antica capitale, si impiegava ben 7 giorni. Trasportavano di tutto: lana filata e lino, pesci e sale, olioe vino, legna e carbone. Le mete principali: San Giovanni in Fiore, Acri, rossano.

I giochi popolari della popolazione costretta a lavorare duramente dalla mattina alla sera, non potevano che essere correlati alla pastorizia e all’agricoltura. La festa dell’Assunta, la festa patronale di San Domenico del 4 agosto ed altre festività civili e religiose erano solennizzate con la cuccagna (una tavola resa viscida e su cui bisognava arrampicarsi per raggiungere il formaggio ed i prosciutti posti all’altra estremità) ed il gioco del formaggio (attorno ad una forma di formaggio si attorcigliava una cordicella e vinceva chi, srotolando la corda, la lanciava più lontano);  ma il gioco più appassionato di longobucchesi era  la Giostra del Castrato.

Palio dell’AssuntaOgni 14 agosto, vigilia della festa dell’Assunta, in piazza Matteotti, si corre il rinnovato Palio dell’Assunta con Giostra del Castrato, un antica manifestazione di centinaia di anni fà.

La Giostra si è tenuta regolarmente fin agli anni 60. fra i cavalieri di allora, fra i più valorosi: Gerardo De Luca, Pietro Gagliardi e Francesco Romano. La tradizione è stata rinnovata nel 1999.

Il Palio è uno spettacolo imperdibile. 13 agosto presentazione di cavalli e cavalieri, accompagnati dagli sbandieratori, lungo gli angusti vicoli e fra gli indistinti suoni di trombe e tamburi. 14 agosto: Giostra e Sagra. Il fermento si avverte fin dalle prime ore del giorno. Si allestiscono gli spalti e si delimita il percorso. Nel pomeriggio, dopo la solenne processione della Madonnina Nera dei Carbonai (la materna protettrice), ha inizio lo spettacolo. I cavalli lanciati al galoppo richiamano alla mente i secoli passati e la grande vitalità e ricchezza di questa antica terra. L’itinerario è quello della tradizione: Piazza Giacomo Matteotti, l’antica Piazza Soprana, fra la solenne Torre Normanna e la Scalinata di Piazzetta Fosso. Gli spettatori tifano per i tanti cavalieri. Vince il cavallerizzo più abile e coraggioso. Proclamato il vincitore arrivano” ferriatti e grastatu “a volontà, tradizionali fusilli lavorati a mano (con il ferretto) e conditi con ragù di castrato, ricotta stagionata grattugiata e abbondante peperoncino. E’ d’obbligo uno “sciannichiaddu” (bicchiere) di buon vino. Chi lo desidera, può anche assaggiare la morbida carne, cotta a puntino, quasi tre ore di cottura e altri prodotti locali. In serata spettacolo di musica tradizionale. Un viaggio senza tempo che oramai attira turisti da tutta la regione ed anche dall’estero.

Le foto

Palio dell' Assunta

Calabria sconosciuta

Depliant palio

Manifesto 

Il Palio

Considerazioni sindaco

Considerazioni Giuseppe Ferraro

 

A CURA DI FEDERICO DOMENICO